De Casteo Bepi

Lacerazioni lg 27

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Codice Artista Prezzo
De Casteo Bepi
(Vai a scheda e bio)
€ 1.400,00
Anno Tecnica
Collage
Dimensioni Altezza Larghezza Profondità
75 75
Descrizione
'Proseguo per la mia strada, quella delle LACERAZIONI intese non come ferita personale, bensì come desiderio dell'uomo di vedere nella luce del dopo, di procedere, avanzare nella Luce, nell'ignoto che non è buio, ma luminoso e i lati della ferita sono come le colonne d'Ercole che l'uomo, nuovo Ulisse, vuole oltrepassare senza timore o esitazione. Rappresento la ferita con colori diversi, ma il colore di per sé stesso, noi sappiamo, è un elemento della luce. 
 
Protrarrò ancora il viaggio dell'introspezione interiore per scoprire altre tematiche da condividerle tramite colori o altri mezzi che riterrò più adatti. Sono cosciente che per un acquirente è difficile appendere un'opera - lacerazioni - che può rappresentare un proprio difficile vissuto,ma con le rielaborazioni-vetrate quei dolorosi ricordi vengono accettati e accolti come una parte di sé e quindi un lavoro artistico di codesta fattispecie sarà cercato, come le nuove lacerazioni saranno chieste come arredamento particolarissimo di design. Sono consapevole di essere un artista che fa dell'introspezione interiore una tematica espressiva, ma anche le opere di Morandi, ripetitive, espressioni del proprio animo, sono di una poetica eccezionale come quelle Burri o di Pianezzola. Ho intrapreso, senza saperlo, la strada da loro indicata per descrivere il mio animo, il mio interiore.
 
Bepi De Casteo
 
Prima i cocci e poi Recupero e rielaborazioni
Con questi lavori, Bepi, rompe completamente con il passato e con tutto quello che gli impedisce di essere sé stesso. E’ il proseguo delle Lacerazioni, solo che ora non vuole nessun appiglio. Canta liberamente, da poeta. La sua tavolozza riappare colma di colori sia per i frammenti, come per “il di là” di quelli. Ricompone spesso l’opera com’era, ma a volte i pezzi gli colloca difformemente per creare un nuovo mosaico in cui il fondo fa da collante, da piombo.
L’opera, costruita sia prima che dopo, ora dà un’altra lettura. Il desiderio di volare del bambino, di librarsi verso la Luce, si realizza. L’urlo di disperazione, di paura rappresentato dalle Lacerazioni, ora diventa inno alla Luce. Non ha importanza che il collante sia chiaro o scuro, bianco o nero poiché, ora, serve per esaltare, valorizzare maggiormente le tessere colorate della vetrata.
Si avvale sempre dei suoi strumenti per le sue opere: cartoncini, carta, reti, paglia, sabbie, cereali o altro che in quel determinato momento e per quel lavoro ritiene più adatto a palesare, a scoprire il suo animo. 
Non racconta di grandi battaglie o di grandi amori; non dipinge paesaggi, fiori o figure, ma sé stesso. Il suo fare è l’equivalente in pittura di quello che producono i poeti in poesia. Può essere un lamento, come un inno alla vita.
I suoi lavori non sono composizioni razionali, ma canti estratti senza vincoli, senza lacci dal suo animo. Egli è sé stesso; appartiene al contemporaneo, al mondo della poesia odierna in cui i visionari poetano, celebrano il bello che c’è in ognuno di noi.
 
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