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Antonio Triacca

Artista, ma prima di tutto grande sperimentatore, Antonio Triacca utilizza diversi materiali e tecniche per un'arte nuova, che accoglie e coinvolge lo spettatore regalando un’emozione unica.

Antonio Triacca nasce a Seregno nel 1951 e si affaccia all’intrigante e affascinante mondo dell’arte fin da bambino. La sua passione e il piacere nell’usare i colori lo porta a frequentare l’Istituto d’Arte prima e la facoltà di Architettura poi, al termine della quale si dedicherà alla pittura e all’insegnamento presso scuole medie statali e scuole civiche d’arte a Monza e Sesto San Giovanni.

Per le sue esposizioni sceglie da sempre solo spazi espositivi qualificati, che gli permettono di ottenere sempre giudizi critici positivi fin dal 1976 quando inizia la lunga serie di mostre personali e collettive.

La pittura di Antonio Triacca

La maggior parte delle tematiche affrontate da Antonio Triacca nei suoi lavori si ispirano ai testi del filosofo francese della prima metà del 1900 Gaston Bachelard e nella sua opera figurativa il segno rappresenta da sempre l’elemento base. Tracciato con colore, pennello, grafite o carboncino, il segno è la cifra stilistica dell’artista e serve al pittore ad indagare le forme.

Grazie ai corsi tenuti da Di Salvatore e Garau, Triacca viene in contatto con le teorie della Gestalt e di Arnheim, in particolare dal 1975 dopo essere abilitato alla professione di docente. Questo gli permette di fare nuove scoperte in ambito visivo, tra il 1975 e il 1980.

Secondo Triacca al di là delle possibili interpretazioni critiche e dalle tesi sociologiche, antropologiche e comportamentali l’arte resta magia dell’immagine, forza espressiva del manufatto e linguaggio della rappresentazione. Grazie alla pittura le forme diventano simulacri capaci di evocare emozioni e che si fissano su tela e carta, Non mancano i riferimenti a luoghi, persone, ricordi o progetti di immagini.

Caratteristica della formazione di Antonio Triacca è la costante ricerca della sperimentazione di nuovi materiali e, ad esempio, nel laboratorio di tecniche plastiche si usano materiali insoliti come legno, creta e pietra che danno vista ad assemblaggi unici e ben diversi dal concetto di scultura tradizionale. Nasce così un’arte nuova che accoglie e coinvolge lo spettatore regalando un’emozione unica.

Espone dal 1976 con mostre personali e collettive; hanno scritto del suo lavoro:
 
 
S. Arosio
 
F. Cajani
 
G. Casiraghi
 
L. Casiraghi
 
P. Colacitti
 
A. Crespi
 
M. De Stasio
 
G. Formenti
 
S. Genovese
 
V. Guarracino
 
M. Polacco
 
E. Pontiggia
 
E. Riboldi
 
C. Sala
 
A. Veca

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